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22 Nov 2004

Intervista a….Francesco Pira

(intervista realizzata per Comunitàzione.it)

Francesco Pira giornalista professionista e coautore del libro “La nuova comunicazione politica” edito dalla Franco Angeli.

Francesco PiraBuongiorno Prof. Pira, benvenuto nella Community di Comunitazione. Il titolo del libro è “La nuova comunicazione politica”. Perché nuova? Cosa è cambiato rispetto al passato, o meglio, nel corso degli ultimi dieci anni? Cosa caratterizza l’attuale modo di fare comunicazione politica? Difficile dire esattamente cosa sia cambiato, poiché nel corso degli ultimi dieci anni sono state molteplici le trasformazioni nell’ambito della comunicazione politica. Prima di tutto bisogna precisare che stiamo parlando di comunicazione politica, cioè delle politiche, e non partitica. Attualmente assistiamo ad un modo di fare comunicazione che punta soprattutto sulla quantità e la velocità dei messaggi. Questo fenomeno riguarda anche la comunicazione politica. Infatti il cittadino, a causa dell’elevato numero di messaggi che riceve durante l’arco della giornata, soprattutto da parte della pubblicità, si trova costretto a fare di questi una cernita. Un primo problema è che, in questo modo, il cittadino corre il rischio di essere una vittima, più o meno consapevole, dei messaggi che riceve, in quanto non riesce a valutarli con occhio critico. L’altro è che, nonostante tutti gli strumenti che possono essere usati, non si riescono a soddisfare le reali necessità del cittadino, cioè non si riesce a fargli capire quale sia la posizione verso una maggioranza o un’opposizione, la differenza tra un partito politico ed un altro.

Qual è l’obiettivo del libro?

In questo libro, che tra l’altro fa seguito ad un altro volume - “Comunicare la politica. I Titani nei media della Seconda Repubblica” (Cleup, 2003) - scritto anch’esso insieme aLuca Gaudiano, si cerca di analizzare il cambiamento di atteggiamenti e comportamenti dei soggetti politici, dei media, e dei cittadini italiani verificatosi nell’ultimo decennio. Il suo obiettivo è quello di inviare un messaggio di prospettiva, che vuole essere anche un messaggio di speranza, affinché oggi si possa smettere di considerare il cittadino-elettore come un consumatore e che si possa, invece, considerarlo come una persona che in maniera consapevole riesce a capire le differenze tra uno schieramento politico ed un altro. Il problema che si riscontra attualmente in Italia è quello che in questo marasma di singoli partiti, il cittadino non riesce a capire quelle che sono le reali posizioni che deve andare a prendere. Per molti protagonisti, oggi, il concetto di fondo della politica non è comunicare ma vendere un prodotto. Il cittadino non è un elettore ma un consumatore. Invece, a mio giudizio, un candidato dovrebbe essere in grado di trasmettere contenuti, pensiero, valori.

Cosa può dirmi riguardo alla politicizzazione dei media. Crede che questo problema possa essere risolto?

Ciò che in questi anni ho sempre detto ai miei interlocutori, e che forse è la cosa più importante di cui bisogna tener conto oggi, è la velocità del messaggio. Quello che credo, è che a causa dell’elevato numero di messaggi che riceviamo, della loro velocità ed immediatezza, si possa correre il rischio di non riuscire più a riflettere su di essi e di conseguenza a trovare quelle che potrebbero definirsi alternative valide. A questo proposito, voglio citarle lo slogan della CNN, che è abbastanza evocativo e dice : “slow-news, no-news”. Questo vuol dire che un messaggio lento non riusciamo a comprenderlo. Ciò significa che un messaggio, affinché possa essere recepito, necessita innanzi tutto di velocità e chiarezza. Secondo me in questo momento si corre il rischio di appoggiarsi troppo ad una forma di marketing elettorale che abbia uno spirito persuasivo, piuttosto che ad una comunicazione che tenda invece a spiegare ai cittadini quanto gli viene proposto. Molto importante è soprattutto il fatto che molte persone a volte non capiscono neppure la differenza tra centro-sinistra e centro-destra. Per questo motivo l’importante sarebbe capire quali sono le reali esigenze del cittadino e poi informarlo su quanto gli viene proposto, senza pensare che ciò che gli si sta “vendendo” sia un prodotto del supermercato.

Come potrebbe definirsi oggi il rapporto tra internet e la comunicazione politica? Internet è senza dubbio un mezzo molto importante ai fini della comunicazione politica. Basti pensare al fatto che oggi le elezioni americane giocano molto su Internet : attraverso il computer cercano di parlare al cuore delle persone. Internet permette l’interattività. Riguardo a internet come strumento di comunicazione politica ho condotto alcune ricerche, insieme agli studenti, che tengono conto di quelle che sono le caratteristiche delle comunicazioni politiche che i partiti stanno facendo, solo che ci troviamo ancora lontani da quelli che dovrebbero essere gli standard di efficienza. Vorrei aggiungere inoltre che i partiti e le istituzioni, nella fase in cui si entra in quella comunicazione che definiamo post-elettorale, possono intervenire oggi attraverso degli esperti di comunicazione, che siano capaci di realizzare progetti di comunicazione politica lontani dalle brighe partitiche e da un modo di fare pubblicità, che tende, ripeto, ad associare il candidato, il leader, con un prodotto. Quello di cui bisogna tenere conto è il fatto che per fare bene questo tipo di lavoro, ci vuole formazione, professionalità, efficacia ed intelligenza.

La ringrazio per la sua disponibilità.

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