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Intervista con Francesco Pira
(intervista realizzata per
Comunitàzione.it)
Francesco Pira giornalista professionista e coautore del libro “La
nuova comunicazione politica” edito dalla Franco Angeli.
Buongiorno Prof. Pira, benvenuto nella Community di Comunitazione.
Il titolo del libro è “La nuova comunicazione politica”. Perché
nuova? Cosa è cambiato rispetto al passato, o meglio, nel corso
degli ultimi dieci anni? Cosa caratterizza l’attuale modo di fare
comunicazione politica?
Difficile dire esattamente cosa sia cambiato, poiché nel corso degli
ultimi dieci anni sono state molteplici le trasformazioni
nell’ambito della comunicazione politica.
Prima di tutto bisogna precisare che stiamo parlando di
comunicazione politica, cioè delle politiche, e non partitica.
Attualmente assistiamo ad un modo di fare comunicazione che punta
soprattutto sulla quantità e la velocità dei messaggi.
Questo fenomeno riguarda anche la comunicazione politica. Infatti il
cittadino, a causa dell’elevato numero di messaggi che riceve
durante l’arco della giornata, soprattutto da parte della
pubblicità, si trova costretto a fare di questi una cernita.
Un primo problema è che, in questo modo, il cittadino corre il
rischio di essere una vittima, più o meno consapevole, dei messaggi
che riceve, in quanto non riesce a valutarli con occhio critico.
L’altro è che, nonostante tutti gli strumenti che possono essere
usati, non si riescono a soddisfare le reali necessità del
cittadino, cioè non si riesce a fargli capire quale sia la posizione
verso una maggioranza o un’opposizione, la differenza tra un partito
politico ed un altro.
Qual è l’obiettivo del libro?
In questo libro, che tra l’altro fa seguito ad un altro volume -
“Comunicare la politica. I Titani nei media della Seconda
Repubblica” (Cleup, 2003) - scritto anch’esso insieme a Luca Gaudiano, si cerca di analizzare il cambiamento di atteggiamenti e
comportamenti dei soggetti politici, dei media, e dei cittadini
italiani verificatosi nell’ultimo decennio.
Il suo obiettivo è quello di inviare un messaggio di prospettiva,
che vuole essere anche un messaggio di speranza, affinché oggi si
possa smettere di considerare il cittadino-elettore come un
consumatore e che si possa, invece, considerarlo come una persona
che in maniera consapevole riesce a capire le differenze tra uno
schieramento politico ed un altro.
Il problema che si riscontra attualmente in Italia è quello che in
questo marasma di singoli partiti, il cittadino non riesce a capire
quelle che sono le reali posizioni che deve andare a prendere.
Per molti protagonisti, oggi, il concetto di fondo della politica
non è comunicare ma vendere un prodotto. Il cittadino non è un
elettore ma un consumatore.
Invece, a mio giudizio, un candidato dovrebbe essere in grado di
trasmettere contenuti, pensiero, valori.
Cosa può dirmi riguardo alla politicizzazione dei media. Crede che
questo problema possa essere risolto?
Ciò che in questi anni ho sempre detto ai miei interlocutori, e che
forse è la cosa più importante di cui bisogna tener conto oggi, è la
velocità del messaggio.
Quello che credo, è che a causa dell’elevato numero di messaggi che
riceviamo, della loro velocità ed immediatezza, si possa correre il
rischio di non riuscire più a riflettere su di essi e di conseguenza
a trovare quelle che potrebbero definirsi alternative valide.
A questo proposito, voglio citarle lo slogan della CNN, che è
abbastanza evocativo e dice : “slow-news, no-news”. Questo vuol dire
che un messaggio lento non riusciamo a comprenderlo.
Ciò significa che un messaggio, affinché possa essere recepito,
necessita innanzi tutto di velocità e chiarezza.
Secondo me in questo momento si corre il rischio di appoggiarsi
troppo ad una forma di marketing elettorale che abbia uno spirito
persuasivo, piuttosto che ad una comunicazione che tenda invece a
spiegare ai cittadini quanto gli viene proposto.
Molto importante è soprattutto il fatto che molte persone a volte
non capiscono neppure la differenza tra centro-sinistra e
centro-destra. Per questo motivo l’importante sarebbe capire quali
sono le reali esigenze del cittadino e poi informarlo su quanto gli
viene proposto, senza pensare che ciò che gli si sta “vendendo” sia
un prodotto del supermercato.
Come potrebbe definirsi oggi il rapporto tra internet e la
comunicazione politica?
Internet è senza dubbio un mezzo molto importante ai fini della
comunicazione politica.
Basti pensare al fatto che oggi le elezioni americane giocano molto
su Internet : attraverso il computer cercano di parlare al cuore
delle persone. Internet permette l’interattività.
Riguardo a internet come strumento di comunicazione politica ho
condotto alcune ricerche, insieme agli studenti, che tengono conto
di quelle che sono le caratteristiche delle comunicazioni politiche
che i partiti stanno facendo, solo che ci troviamo ancora lontani da
quelli che dovrebbero essere gli standard di efficienza.
Vorrei aggiungere inoltre che i partiti e le istituzioni, nella fase
in cui si entra in quella comunicazione che definiamo
post-elettorale, possono intervenire oggi attraverso degli esperti
di comunicazione, che siano capaci di realizzare progetti di
comunicazione politica lontani dalle brighe partitiche e da un modo
di fare pubblicità, che tende, ripeto, ad associare il candidato, il
leader, con un prodotto.
Quello di cui bisogna tenere conto è il fatto che per fare bene
questo tipo di lavoro, ci vuole formazione, professionalità,
efficacia ed intelligenza.
La ringrazio per la sua
disponibilità
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